Credo molto nelle potenzialità dei social network e vi sto di fatto spendendo le mie migliori energie. Sono convinta che una scuola 2.0 debba affiancare a un solido studio dei contenuti una diffusione degli stessi in un formato appetibile e soprattutto vicino alle modalità di comunicazione degli studenti, che di certo al giorno d'oggi non scrivono soltanto con carta e penna, ma ricorrono spesso alla leggerezza dei bits. Qualcosa che del resto già Calvino aveva preconizzato nelle sue Lezioni Americane.

Confrontarsi con il pubblico della comunità social, ben più vasto del microcosmo classe (e potenzialmente infinito), proponendo il proprio lavoro, significa per gli studenti sviluppare ottime doti di sintesi nell'esposizione dei contenuti e mantenere buon controllo ortografico. Non solo, essi devono imparare a scrivere in modo accattivante e spigliato, così da ottenere l'attenzione dei lettori, nonché variare il registro stilistico a seconda delle diverse situazioni comunicative.

mercoledì 29 gennaio 2014

Proverbio


Come spiega la stessa etimologia della parola 

(proverbium è un composto di pro- "prima" e -verbum "parola") 

i motti popolari suggeriscono prima con la parola ciò che chiunque può verificare con l'esperienza. 

I proverbi sono, quindi, gli avanzi di un pensiero filosofico antico che si tramandano nella forma di coscienza popolare. 

La parola si fa, in sintesi, maestra della situazione quotidiana.

Qual è il vostro proverbio preferito?


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