Credo molto nelle potenzialità dei social network e vi sto di fatto spendendo le mie migliori energie. Sono convinta che una scuola 2.0 debba affiancare a un solido studio dei contenuti una diffusione degli stessi in un formato appetibile e soprattutto vicino alle modalità di comunicazione degli studenti, che di certo al giorno d'oggi non scrivono soltanto con carta e penna, ma ricorrono spesso alla leggerezza dei bits. Qualcosa che del resto già Calvino aveva preconizzato nelle sue Lezioni Americane.

Confrontarsi con il pubblico della comunità social, ben più vasto del microcosmo classe (e potenzialmente infinito), proponendo il proprio lavoro, significa per gli studenti sviluppare ottime doti di sintesi nell'esposizione dei contenuti e mantenere buon controllo ortografico. Non solo, essi devono imparare a scrivere in modo accattivante e spigliato, così da ottenere l'attenzione dei lettori, nonché variare il registro stilistico a seconda delle diverse situazioni comunicative.

lunedì 6 gennaio 2014

Scheda di lettura di un testo narrativo.



Per poter redigere in modo adeguato la scheda di lettura di un libro è fondamentale rispondere a pochi punti fondamentali che servono ad avere un panorama chiaro e completo del testo in questione.
Le prime cose da indicare per una buona scheda sono:

1) AUTORE e TITOLO

2) CASA EDITRICE

3) CITTÀ E ANNO DI PUBBLICAZIONE
Avendo queste informazioni di base possiamo facilmente avere un primo inquadramento storico.

Il passo successivo è indicare:

4) GENERE DEL LIBRO

Bisogna capire se parliamo di un testo narrativo, cioè in prosa, poetico, o teatrale. Successivamente individuare la presenza o meno di una fabula. I testi narrativi possono essere divisi in sottogeneri: alcuni esempi possono essere epico-cavalleresco, romanzo di formazione, romanzo storico, sociale e psicologico, d'avventura, giallo o rosa. La divisione può essere fatta anche in base alla veridicità o meno dei fatti narrati.

Dopo aver identificato di che tipo di testo stiamo parlando, bisogna cominciare ad esplorarne il contenuto, partendo dall'analisi dei:

5) PERSONAGGI PRINCIPALI
Di questi personaggi bisogna mettere in luce la descrizione fisica o psico-sociale: età, stato sociale, valori morali.

In questo tipo di analisi è necessario distinguere anche fra ritratto diretto e indiretto del personaggio. E poi, come trascurare i ruoli che i diversi personaggi hanno nella vicenda?
Si può, quindi, procedere come nell'esempio suggerito:

a) ruolo: protagonista o antagonista, aiutante o avversario (personaggi secondari);

b) attributi: tratti fisici, oggetti o atteggiamenti che accompagnano un personaggio, rispecchiandone particolari caratteristiche.

Può essere utile inserire un grafico delle relazioni fra i personaggi.

Oltre ai personaggi vanno presi in analisi:

6) AMBIENTE, che altro non è che lo spazio della narrazione. In quest'analisi è bene notare se gli ambienti in cui si svolgono i fatti sono descritti così come i personaggi li vedono o sono descritti in modo oggettivo.

7) TEMPO della STORIA raccontata (della fabula) che in alcuni casi va distinta dal TEMPO del RACCONTO (dell’intreccio): è buona regola indicare se possiamo riscontrare nel racconto analessi (anticipazioni) o prolessi (flashback).

8) TEMATICHE FONDAMENTALI, cioè i significati nascosti nelle parti fondamentali.

Infine è molto utile inserire una

9) BREVE TRAMA che va accompagnata da

10) COMMENTO in cui indicare che cosa è piaciuto e cosa no.

11) TECNICHE NARRATIVE e STILE va tenuta presente la distinzione fra fabula e intreccio, se abbiamo a che fare con un narratore di primo o secondo livello e se questi ha una conoscenza totale dei fatti o li scopre con il lettore.

La frequenza di descrizioni e se il giudizio dell'autore è desumibile o meno.






Nessun commento:

Posta un commento