Visualizzazione post con etichetta Geografia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Geografia. Mostra tutti i post

sabato 11 aprile 2026

La pazienza della Terra

Il giorno di superamento della Terra corrisponde alla data in cui i  consumi della popolazione della Terra superano quanto la Terra stessa riesce a generare nell'anno considerato.


Nell'immagine è rappresentata la situazione relativa all'anno scorso. E il Global Footprint Network, dal cui sito è stata tratta l'immagine, ha calcolato che il 6 maggio la popolazione mondiale ha consumato quanto la Terra sarebbe stata in grado di produrre per l'intero anno.

Questo accade quando si vive superando ogni ragionevole limite.





Esattamente dal 1970, come si evince dal tracciato seguente, l'impatto degenerativo dell'Uomo sulla Terra ha prodotto un enorme deficit ecologico, riducendo progressivamente la bioproduttività e la biocapacità (la quantità di risorse ecologiche che la Terra è in grado di generare quell'anno) a livello globale.



Come si può interrompere questo processo degenerativo? Purtroppo per alcune specie di vita non c'è più nulla da fare, essendo state portate all'estinzione, mentre si possono valorizzare interventi rigenerativi.

Quello che colpisce sicuramente è il fatto che, pur ripercuotendosi il fenomeno sull'intera umanità, in realtà è causato solo da una modesta parte della popolazione globale, dal 15% della popolazione che ha la fortuna di vivere nei Paesi più ricchi del globo. Pensi che non sia così? Che non sei ricco abbastanza? Verifica tu stesso qui la tua posizione sulla scala dall'individuo più ricco a quello più povero della Terra. Sono sicura che, se vivi in Italia come me, sarai collocato molto in alto e forse rifletterai su come tutto può essere relativo. Ancora pensi di essere sfortunato?


Allora vuol dire che la tua, la nostra responsabilità di quello che sta accadendo alla Terra è grande, certamente maggiore rispetto a quella di chi vive nei Paesi del Sud del globo.

Possiamo correggere le nostre abitudini, individualmente e come società. Ma per questo è necessario sapere da dove cominciare, per esempio calcolando la nostra impronta ecologica. 

Segui questo link, imposta la lingua italiana se ti riesce difficile comprendere l'inglese (forse dovresti dare maggiore importanza alle lingue in una società interculturale) e scopri di più sul tuo stile di vita e su come esso possa impattare l'ambiente.


Certo, non dobbiamo colpevolizzarci oltremodo, non siamo tra le persone che possiedono più della metà della ricchezza mondiale, ma, ragionando così, finiremmo per disinteressarci del problema rimandandolo alle generazioni future. 

Noi facciamo quello che è in nostro potere, tante gocce formano un oceano, così per rimanere in tema ambientale, e non cambierà lo stato delle cose né potremo spostare la data del crash il prossimo anno se resteremo solo a guardare.




venerdì 2 agosto 2019

Una mappa dell'antico impero romano

Consulta questa fantastica risorsa. E' una mappa interattiva che ti consente di vedere quanto tempo si impiegasse per viaggiare tra le città dell'impero romano.




venerdì 11 gennaio 2019

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Before the Flood/Punto di non ritorno è il film documentario sui cambiamenti climatici prodotto e interpretato da Leonardo Di Caprio 





Dai ghiacciai della Groenlandia alla foreste in fiamme di Sumatra, fino alla Casa Bianca e alle stanze del Vaticano, Leonardo Di Caprio ha impiegato tre anni e viaggiato in cinque continenti per realizzare questo documentario, diretto da Fisher Stevens e con Martin Scorsese tra i produttori esecutivi. Nominato messaggero di pace dalle Nazioni Unite, l'attore racconta nel film l'impatto devastante dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta, confrontandosi anche con leader mondiali come papa Francesco, Elon Musk e Barack Obama, che ha già presentato con lui il film alla Casa Bianca.


Ecco come Di Caprio ha risposto alle domande di National Geographic:



Chi spera di raggiungere con questo documentario?



Ognuno di noi deve svolgere il suo ruolo per salvare il pianeta. Lo scopo del film è informar 


chiunque - dai leader globali alla gente comune - sui rischi del cambiamento climatico. Tutti noi dobbiamo darci da fare oggi stesso per accelerare l’adozione su scala globale di tecnologie che utilizzino energia pulita e rinnovabile. Per il film abbiamo intervistato figure carismatiche come papa Francesco o Barack Obama - entrambi in grado di ispirare milioni di persone - e attivisti come Sunita Narain, una voce molto influente in India, che chiede al proprio paese di partecipare a una soluzione globale.


Come si può attirare maggiore attenzione sulla questione del cambiamento climatico?



Non ci sono problemi più importanti di questo; è in gioco il futuro del pianeta. Non abbiamo un pianeta B. L’energia che metteremo nella soluzione del problema e la pressione che eserciteremo sui leader globali perché si interessino contribuiranno a creare un ambiente sostenibile a lungo termine.




Per questo film ha girato per tutto il mondo. Che messaggio ha la gente per gli americani?



Dobbiamo eleggere leader che capiscano la gravità dei problemi che stanno trasformando il clima, leader che credano alle innegabili verità della scienza. Non c’è nazione o società immune dai sintomi del cambiamento climatico e in molte regioni americane se ne vedono già gli effetti. Possiamo ancora fare qualcosa per impedire che queste crisi diventino un problema generalizzato del futuro del nostro paese. Abbiamo l’opportunità di guidare il mondo in una delle questioni più importanti di tutti i tempi.

(dal sito "National Geographic")




Agenda 2030


L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs - in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. 
Gli Obiettivi per lo Sviluppo danno seguito ai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) che li hanno preceduti, e rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.








sabato 12 ottobre 2013

In viaggio come Ulisse


Ricordando che si parte dal proprio paese a volte per propria scelta, molto più spesso spinti dal bisogno e che le cause delle partenze necessarie possono essere le più svariate:


  • carenza di risorse nel paese di provenienza
  • mancanza di diritti
  • guerre
  • regimi oppressivi
  • contrasti religiosi

allego una risorsa che fa al caso.


Non è aggiornatissima, ma quella sotto è una mappa che dà un' idea abbastanza chiara dei movimenti migratori dei nostri ultimi anni.
E' possibile verificarli in entrata o in uscita da un Paese selezionato col mouse.

Di seguito allego il link:


Buona navigazione.

domenica 6 ottobre 2013

Linee sbagliate!


Il Trattato di Tordesillas è del 1494 (Colombo aveva due anni prima appena scoperto il nuovo mondo) e divise il mondo al di fuori dell’Europa in un duopolio esclusivo tra l’Impero spagnolo e il regno del Portogallo lungo il 46° meridiano. Le terre ad est di questa linea sarebbero appartenute al Portogallo e quelle ad ovest alla Spagna.
Il trattato era inteso a risolvere la disputa che si era creata a seguito del ritorno di Cristoforo Colombo. 
Il meridiano venne comunemente indicato dai portoghesi come raia (che nella loro lingua significa “confine”) e, per similitudine, dagli spagnoli come raya (che ha il significato maggiormente descrittivo di “riga”, intesa come scriminatura dei capelli).
la linea di demarcazione della RAYA dopo il trattato di Tordesillas.

Solo una minima parte dell’area appena spartita era già stata esplorata e sostanzialmente i contendenti ignoravano quasi tutto della torta che si erano appena divisi. La Spagna sulla carta aveva diritto a tutti i territori delle Americhe. 
All’epoca non erano ancora possibili misurazioni accurate della longitudine e la “linea” non venne fatta rispettare rigorosamente. In sostanza gli spagnoli non riuscirono a impedire l’espansione del Portogallo verso ovest attraverso il meridiano. Nel 1750 il trattato di Madrid certificò il trasferimento di gran parte del bacino dell’Amazzonia sotto il dominio portoghese. Esso venne stipulato basandosi sul principio del diritto romano Uti possidetis, ita possideatis (chi possiede di fatto, possiede di diritto).
Dopo il trattato di Madrid il Brasile diventa tutto portoghese

Alle restanti nazioni europee che conducevano esplorazioni, come Francia, Inghilterra e Paesi Bassi venne esplicitamente negato l’accesso alle nuove terre: per il Papa solo i cattolicissimi regni iberici avevano questo diritto “divino”, gli altri erano pure protestanti, almeno in parte e di conseguenza non potevano accampare diritti, lasciando loro unicamente opzioni come la pirateria. 
Ora noi sorridiamo dell’arroganza con cui le potenze europee e il papa pensavano di poter disporre del mondo intero ma se guardiamo le conseguenze e i milioni di morti che derivarono nei secoli da questo infame accordo si ride meno. Peggio ancora la storia non insegna nulla agli uomini e le follie si ripetono: cambiate i nomi ma la realtà è sempre quella. Invece di Tordesillas metteteci Yalta, invece di Spagna e Portogallo scrivete USA e URSS, al posto della “raya” mettete la “cortina di ferro” e avete la storia della seconda metà del XX secolo …. La stupidità umana è davvero infinita.


sabato 21 settembre 2013

Statetris Europe

Statetris Europe

Avete mai giocato a Tetris con gli stati europei? Come ve la cavate in geografia? E' ora di esercitare la mente mettendo alla prova le vostre conoscenze geopolitiche con questo divertentissimo modello di Tetris. Al posto dei famosi mattoncini dovrete riuscire a posizionare correttamente le aree geografiche di tutta Europa, completando il quadro nel minor tempo possibile. Alcuni nazioni saranno facili da sistemare, ma quelle più piccole o meno conosciute vi metteranno i bastoni tra le ruote... sarà il caso di dare una ripassatina ai vecchi libri di geografia? Per giocare basta muovere le aree geografiche con le FRECCE destra e sinistra, e premere la SPACEBAR per farle scendere più velocemente.

Consilia salutaria

Ti hanno detto che il latino è difficile? Prova così. 📜 Piccole vignette illustrate, frasi semplicissime e consigli sempre attuali... tutti...