Come genitori ed educatori sappiamo che, come i fiocchi di neve, non esistono due ragazzi uguali e non è possibile che lo stesso libro incontri il gusto di ogni lettore nelle nostre classi o nelle nostre vite.
Ma i libri devono essere nelle nostre vite.
La lettura è un'esperienza vitale.
Aiutiamo i nostri studenti a scegliere il libro che fa al caso loro.
Quando sosteniamo le scelte di lettura e aiutiamo gli studenti a riconoscere il libro giusto al momento giusto ... succede qualcosa di incredibile.
"Ama", "Leggi", "Sogna" non sopportano l'imperativo.
Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare", il verbo "sognare". Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: "Amami!" "Sogna!" "Leggi!" "Leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!" "Sali in camera tua e leggi!" Risultato? Niente. Si è addormentato sul libro.
(Daniel Pennac)
Anche questo elenco di diritti del lettore è stato formulato da Pennac.
L’ottavo è quello che meglio mi si addice, perchè libera dall'obbligo della sequenza e dà il permesso di spizzicare: perché saltare da un testo all’altro è uno dei miei modi di lettrice affamata.
E qual è, invece, il tuo "diritto" preferito?
[agli adulti, genitori ed educatori, consiglio la lettura del saggio intero]
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