Credo molto nelle potenzialità dei social network e vi sto di fatto spendendo le mie migliori energie. Sono convinta che una scuola 2.0 debba affiancare a un solido studio dei contenuti una diffusione degli stessi in un formato appetibile e soprattutto vicino alle modalità di comunicazione degli studenti, che di certo al giorno d'oggi non scrivono soltanto con carta e penna, ma ricorrono spesso alla leggerezza dei bits. Qualcosa che del resto già Calvino aveva preconizzato nelle sue Lezioni Americane.

Confrontarsi con il pubblico della comunità social, ben più vasto del microcosmo classe (e potenzialmente infinito), proponendo il proprio lavoro, significa per gli studenti sviluppare ottime doti di sintesi nell'esposizione dei contenuti e mantenere buon controllo ortografico. Non solo, essi devono imparare a scrivere in modo accattivante e spigliato, così da ottenere l'attenzione dei lettori, nonché variare il registro stilistico a seconda delle diverse situazioni comunicative.

mercoledì 18 settembre 2013

Due esempi di autori favolistici: Trilussa e Rodari.

Le tradizioni popolari e culturali delle società sono spesso affidate alle favole, testimonianze simboliche dell’immaginario collettivo di un popolo.

Il relativo genere letterario viene fatto risalire a Esòpo e Fedro, soprattutto per quanto riguarda quelle favole che hanno come protagonisti gli animali.

Nel corso dei secoli numerosi sono gli autori che hanno usato le favole per esprimere i loro scopi politici, sociali, pedagogici, moralistici e filosofici.

Carlo Alberto Salustri (in arte Trilussa), poeta dialettale romano morto nel 1950, commentò il malcostume e la corruzione di circa un cinquantennio di storia italiana, soprattutto puntando l’attenzione sul rapporto tra oppressori e oppressi, come testimonia questa poesia scritta ricalcando le orme di Fedro.




L' ELEZZIONE DER PRESIDENTE

(1930)

Un giorno tutti quanti l'animali
Sottomessi ar lavoro
Decisero d'elegge' un Presidente
Che je guardasse l'interessi loro.
C'era la Societa de li Majali,
La Societa der Toro,
Er Circolo der Basto e de la Soma,
La Lega indipendente
Fra li Somari residenti a Roma,
C'era la Fratellanza
De li Gatti soriani, de li Cani,
De li Cavalli senza vetturini,
La Lega fra le Vacche, Bovi e affini...
Tutti pijorno parte a l'adunanza.
Un Somarello, che pe' l'ambizzione
De fasse elegge' s'era messo addosso
La pelle d'un leone,
Disse: - Bestie elettore, io so' commosso:
La civirtà, la libbertà, er progresso...
Ecco er vero programma che ciò io,
Ch'è l'istesso der popolo! Per cui
Voterete compatti er nome mio... -
Defatti venne eletto propio lui.
Er Somaro, contento, fece un rajo,
E allora solo er popolo bestione
S'accorse de lo sbajo
D'ave' pijato un ciuccio p'un leone!
- Miffarolo!... Imbrojone!... Buvattaro!...
- Ho pijato possesso,
- Disse allora er Somaro - e nu' la pianto
Nemmanco si morite d'accidente;
Silenzio! e rispettate er Presidente!



Gianni Rodari, famoso scrittore contemporaneo per l’infanzia, scrisse anch’egli delle favole ispirate a quelle dell’antichità, con uno scopo prevalentemente pedagogico.

Alla volpe rinunciataria della tradizione Rodari ne sostituisce una coraggiosa e costante che prima o poi raggiungerà il suo scopo.

ALLA VOLPE

Questo è quel pergolato
e questa è quell’uva
che la volpe della favola
giudicò poco matura
perché stava troppo in alto.
Fate un salto,
fatene un altro.
Se non ci arrivate
riprovate domattina,
vedrete che ogni giorno
un poco si avvicina
il dolce frutto;
l’allenamento è tutto.




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