Credo molto nelle potenzialità dei social network e vi sto di fatto spendendo le mie migliori energie. Sono convinta che una scuola 2.0 debba affiancare a un solido studio dei contenuti una diffusione degli stessi in un formato appetibile e soprattutto vicino alle modalità di comunicazione degli studenti, che di certo al giorno d'oggi non scrivono soltanto con carta e penna, ma ricorrono spesso alla leggerezza dei bits. Qualcosa che del resto già Calvino aveva preconizzato nelle sue Lezioni Americane.

Confrontarsi con il pubblico della comunità social, ben più vasto del microcosmo classe (e potenzialmente infinito), proponendo il proprio lavoro, significa per gli studenti sviluppare ottime doti di sintesi nell'esposizione dei contenuti e mantenere buon controllo ortografico. Non solo, essi devono imparare a scrivere in modo accattivante e spigliato, così da ottenere l'attenzione dei lettori, nonché variare il registro stilistico a seconda delle diverse situazioni comunicative.

sabato 1 febbraio 2014

Charles Baudelaire e I Fiori del Male


« Ma questo libro il cui titolo Fleurs du Mal dice tutto,  è rivestito, lo vedrete, di una bellezza sinistra e fredda;  è stato fatto con furore e pazienza.  Del resto, la prova del suo valore positivo sta in tutto il male che se ne dice.  Il libro manda in bestia la gente.  D’altronde, spaventato io stesso dall’orrore che avrei ispirato,  ne ho ridotto un terzo sulle bozze.» 


Ch. Baudelaire, Lettera alla madre , Parigi, 9 luglio 1857

Un approccio all'autore attraverso la lezione di un ottimo scrittore italiano, Valerio Magrelli.


E di seguito quattro poesie tratte dalla raccolta, che aiutino a enucleare almeno alcuni tra i temi più cari all'autore.


Spleen 


Quando come un coperchio il cielo pesa 
grave e basso sull'anima gemente 
in preda a lunghi affanni, e quando versa 
su noi, dell'orizzonte tutto il giro 
abbracciando, una luce nera e triste 
più delle notti; e quando si è mutata 
la terra in una cella umida, dove 
se ne va su pei muri la Speranza 
sbattendo la sua timida ala, come 
un pipistrello che la testa picchia 
su fradici soffitti; e quando imita 
la pioggia, nel mostrare le sue strisce 
infinite, le sbarre di una vasta 
prigione, e quando un popolo silente 
di infami ragni tende le sue reti 
in fondo ai cervelli nostri, a un tratto 
furiosamente scattano campane, 
lanciando verso il cielo un urlo atroce 
come spiriti erranti, senza patria, 
che si mettano a gemere ostinati. 
E lunghi funerali lentamente 
senza tamburi sfilano né musica 
dentro l'anima: vinta, la Speranza 
piange, e l'atroce Angoscia sul mio cranio 
pianta, despota, il suo vessillo nero. 

***

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle 
Sur l'esprit gémissant en proie aux longs ennuis, 
Et que de l'horizon embrassant tout le cercle 
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits; 

Quand la terre est changée en un cachot humide, 
Où l'Espérance, comme une chauve-souris, 
S'en va battant les murs de son aile timide 
Et se cognant la tête à des plafonds pourris; 

Quand la pluie étalant ses immenses traînées 
D'une vaste prison imite les barreaux, 
Et qu'un peuple muet d'infâmes araignées 
Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux, 

Des cloches tout à coup sautent avec furie 
Et lancent vers le ciel un affreux hurlement, 
Ainsi que des esprits errants et sans patrie 
Qui se mettent à geindre opiniâtrément. 

- Et de longs corbillards, sans tambours ni musique, 
Défilent lentement dans mon âme; l'Espoir, 
Vaincu, pleure, et l'Angoisse atroce, despotique, 
Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir. 


************* 

Elevazione

Al di là degli stagni, delle valli e dei monti, 
al di là dei boschi, delle nuvole e dei mari, 
al di là del sole, al di là dell'aria, 
al di là dei confini delle stellate sfere, 

Tu, mio spirito, ti muovi con agilità 
e, come buon nuotatore che gode tra le onde, 
allegro solchi la profonda immensità 
con indocile e maschia voluttà. 

Fuggi lontano dai morbosi miasmi, 
voli a purificarti nell'aria più alta, 
e bevi, come un puro liquido divino, 
il fuoco chiaro che colma spazi limpidi. 

Le spalle alla noia e ai vasti affanni 
che opprimono col loro peso la nebbiosa vita, 
felice chi con ali vigorose 
si eleva verso campi sereni e luminosi; 

Chi lancia i pensieri come allodole 
in libero volo verso il cielo del mattino, 
- chi si libra sulla vita e comprende senza sforzo 
il linguaggio dei fiori e delle cose mute! 

***

Au-dessus des étangs, au-dessus des vallées, 
Des montagnes, des bois, des nuages, des mers, 
Par delà le soleil, par delà les éthers, 
Par delà les confins des sphères étoilées, 


Mon esprit, tu te meus avec agilité, 
Et, comme un bon nageur qui se pâme dans l'onde, 
Tu sillonnes gaiement l'immensité profonde 
Avec une indicible et mâle volupté. 


Envole-toi bien loin de ces miasmes morbides; 
Va te purifier dans l'air supérieur, 
Et bois, comme une pure et divine liqueur, 
Le feu clair qui remplit les espaces limpides. 


Derrière les ennuis et les vastes chagrins 
Qui chargent de leur poids l'existence brumeuse, 
Heureux celui qui peut d'une aile vigoureuse 
S'élancer vers les champs lumineux et sereins; 


Celui dont les pensers, comme des alouettes, 
Vers les cieux le matin prennent un libre essor, 
— Qui plane sur la vie, et comprend sans effort 
Le langage des fleurs et des choses muettes! 


*************

L'albatros 

Spesso, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio 

      Catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari, 
      Che seguono, indolenti compagni di vïaggio, 
      Il vascello che va sopra gli abissi amari. 

5    E li hanno appena posti sul ponte della nave 
      Che, inetti e vergognosi, questi re dell'azzurro 
      Pietosamente calano le grandi ali bianche, 
      Come dei remi inerti, accanto ai loro fianchi. 

      Com'è goffo e maldestro, l'alato viaggiatore! 
10  Lui, prima così bello, com'è comico e brutto! 
      Qualcuno, con la pipa, gli solletica il becco, 
      L'altro, arrancando, mima l'infermo che volava! 

      Il Poeta assomiglia al principe dei nembi 
      Che abita la tempesta e ride dell'arciere; 
15  Ma esule sulla terra, al centro degli scherni, 
      Per le ali di gigante non riesce a camminare.


                ***

Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage

Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

À peine les ont-ils déposés sur les planches,

Que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d'eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!

Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid!
L'un agace son bec avec un brûle-gueule,
L'autre mime, en boitant, l'infirme qui volait!

Le Poète est semblable au prince des nuées

Qui hante la tempête et se rit de l'archer;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.



******************

 Corrispondenze

La Natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che sono vivi,
una foresta di simboli che l'uomo
attraversa nei raggi dei loro sguardi familiari.

Come echi che a lungo e da lontano
tendono a un'unità profonda e buia
grande come le tenebre o la luce
i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.

Profumi freschi come la pelle d'un bambino 
vellutati come l'oboe e verdi come i prati,
altri d'una corrotta, trionfante ricchezza

che tende a propagarsi senza fine- così
l'ambra e il muschio, l'incenso e il benzoino
a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.

               ***

La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;

L'homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l'observent avec des regards familiers.

Comme de longs échos qui de loin se confondent

Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les parfums, les couleurs et les sons se répondent.

II est des parfums frais comme des chairs d'enfants,

Doux comme les hautbois, verts comme les prairies,
— Et d'autres, corrompus, riches et triomphants,

Ayant l'expansion des choses infinies,

Comme l'ambre, le musc, le benjoin et l'encens,
Qui chantent les transports de l'esprit et des sens.




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