Credo molto nelle potenzialità dei social network e vi sto di fatto spendendo le mie migliori energie. Sono convinta che una scuola 2.0 debba affiancare a un solido studio dei contenuti una diffusione degli stessi in un formato appetibile e soprattutto vicino alle modalità di comunicazione degli studenti, che di certo al giorno d'oggi non scrivono soltanto con carta e penna, ma ricorrono spesso alla leggerezza dei bits. Qualcosa che del resto già Calvino aveva preconizzato nelle sue Lezioni Americane.

Confrontarsi con il pubblico della comunità social, ben più vasto del microcosmo classe (e potenzialmente infinito), proponendo il proprio lavoro, significa per gli studenti sviluppare ottime doti di sintesi nell'esposizione dei contenuti e mantenere buon controllo ortografico. Non solo, essi devono imparare a scrivere in modo accattivante e spigliato, così da ottenere l'attenzione dei lettori, nonché variare il registro stilistico a seconda delle diverse situazioni comunicative.

martedì 10 dicembre 2013

Sulla Rivoluzione Napoletana (1799)


A scuola quasi mai si trova il tempo, data la mole dei programmi e l'ansia di rispettarli, per spendere qualche parola sulla Repubblica napoletana del 1799, un'esperienza di forte impatto e di ancora più forte significato, nata sull'onda della prima campagna d'Italia (1796-1797) delle truppe della prima repubblica francese dopo la Rivoluzione francese.

Per ovviare a questo inconveniente, lascio subito la parola al grande professore Gerardo Marotta, avvocato e filosofo di stampo crociano, fondatore nel 1975 a Napoli dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, del quale è tuttora Presidente, che ha sede nello storico palazzo Serra di Cassano.

Il video che segue contiene una lezione del professore Marotta presso il liceo napoletano intitolato a Eleonora Pimentel Fonseca, donna Leonora, l'eroina della rivoluzione partenopea, in occasione della commemorazione del fatto storico.



Segue un video contenente quella che, a parere mio, è la migliore versione del Canto dei sanfedisti, quasi l'inno dei reazionari dell'esercito della Santa Fede del cardinale Ruffo di Calabria. 
Il successo popolare che riscosse il movimento della Santa Fede dimostra che le idee rivoluzionarie e giacobine avevano fatto presa soltanto tra gli strati più istruiti della popolazione napoletana.

Seguite il canto con le parole che accompagnano il video.




 Il resto di niente è un romanzo storico italiano di Enzo Striano, pubblicato per la prima volta nel 1986, nel quale viene raccontata la vita diEleonora de Fonseca Pimentel sullo sfondo della rivoluzione napoletana del 1799.









Nessun commento:

Posta un commento